Tegole Valdostane

Tegole Valdostane

Lo diceva lui che la montagna di fine agosto sarebbe stata fredda per lei, ma lei no, non aveva voluto sentire ragioni e aveva prenotato.

Quella mattina quando aveva portato fuori i cani continuava a ripeterselo che forse ogni tanto a quel sant’uomo bisognava dare ascolto. Tornò in camera, lui era sveglio e lei, dimenticando come mai la colazione non la facevano mai in hotel, gli propose di scendere.

La sala era piena e i tavoli avevano il numero assegnto. Il loro posto era tra due tavoli poco distanti dal buffet. Lei arriva e non troppo felice per non poter scegliere un tavolo defilato, posa le chiavi, il telefono e si avvia verso la macchina del caffè. A farle compagnia nella scelta delle cose da prendere una ragazzina adolescente che quella mattina doveva avere tanta fame. Dopo averle tagliato la strada alemo quattro volte si avvicina al tavolo dove era seduta la sua graziona nonnina e le chiede: “Nonna come la vuoi la brioche?”.

Quella domanda innesscò nella dolce nonnina un fiume di parole. Lei la brioche la voleva vuota, ma vuota non c’era. “Ma vuota non c’è” e rivolgendosi al cameriere “brioche vuote?”
Il tipo allora inizia ad elencare le 1001 possibili alternative alla brioche vuota che non ha.
5 minuti dopo e troppe parole dette “Nonna va bene con la marmellataaaa???”
“No vuota”.
E presa da in attacco di sinusite la nonnina inizia a soffiare il naso con una certa foga. Finalmente iniziano a mangiare.

Nel frattempo i tipi seduti di fianco ai alzano per la 300esima volta.
Sul loro tavolo si contano 6 tazzine, 4 scodelle per i cereali, 2 yogurt e almeno 10 piattini con rimasugli di brioche varie.

Uno dei due torna con una tazza e inizia a bere succhiando e facendo quel rumore odioso che si poterbbe tollerare in una casa di riposo. Forse.

E’ stato in quel preciso momento che lei ha capito il perché non facessero mai colazione in hotel.
Guardo lui, il suo sopracciglio era uguale a quello di Jack Nicholson quando “torna a casa” dimeticandosi di bussare.
“Amore sono appena diventata cosciente del perché non facciamo mai colazione in albergo. Che la mia tolleranza sia sotto i minimi storici è cosa risaputa, ma nella prima ora appena sveglia, la mia misantropia ha dei picchi come quando i motori di ricerca indicizzano il blog, così, per rendere l’idea…”
Rideva lui, l’altro continuava a ciucciare il suo cappuccino da una tazza apparentemente senza fondo.
Quando si dice iniziare la giornata con una rilassante colazione.

Per fortuna c’erano le tegole Valdostane.

 

Tegole valdostane

Piatto biscotti
Keyword albumi, mandorle, nocciole
Preparazione 20 minuti
Cottura 10 minuti
Tempo totale 30 minuti
Porzioni 4 persone

Ingredienti

  • 200 g di zucchero semolato
  • 60 g di farina 00
  • 60 g di burro
  • 80 g di mandorle
  • 80 g di nocciole
  • 4 albumi
  • i semi di una bacca di vaniglia

Istruzioni

  1. In una padella tostate le mandorle e le nocciole facendo attenzione a non bruciarle. Lasciatele raffreddare e mettetele in un mixer con lo zucchero. Frullate il tutto fino ad ottenere una farina liscia.

  2. Montate gli albumi a neve ferma e aggiungete la farina mescolando con un cucchiaio dal basso verso l'alto.

  3. Fate fondere il burro e aggiungetelo al composto senza smontarlo troppo.

  4. Coprite con della carta forno una teglia e con il cucchiaio distribuite il composto molto distante (si allargherà in cottura). Cuocete in forno preriscaldato statico a 180°C fino a quando i bordi non diventeranno dorati (ci vorranno circa 10 minuti). Sfornate le tegole e lasciatele raffreddare.



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